Domenica 1 ottobre inizia l’anno Pastorale della Confraternita S. Maria della Quercia dei Macellai di Roma

Domenica 1 ottobre inizia l’anno Pastorale della Confraternita S. Maria della Quercia dei Macellai di Roma

Con la celebrazione Eucaristica, presieduta da mons. Francesco Viscome, con la partecipazione di Mons. Tomasz Kubiczek (che da quest’anno collaborerà con  mons. Viscome per le attività pastorali della Confraternita) e di don Jude Frederic, Domenica 1 ottobre 2017 alle ore 10,00 inizieremo l’anno Pastorale della nostra Confraternita S. Maria della Quercia dei Macellai di Roma.

Sotto lo sguardo premuroso di Maria SS.ma,  Madre di Dio e Madre nostra, in questo nuovo anno vogliamo essere animati da una santa inquietudine: l’inquietudine di portare a tutti il dono della fede, dell’amicizia con Cristo. In verità, l’amore, l’amicizia di Dio ci è stata data perché arrivi anche agli altri. Abbiamo ricevuto la fede per donarla ad altri – siamo uomini e donne impegnati per servire altri. E dobbiamo portare un frutto che rimanga.

 Sappiamo bene che l’unico frutto che rimane è  l’amore, la conoscenza; il gesto capace di toccare il cuore; la parola che apre l’anima alla gioia del Signore.

Allora, accompagnati dalla nostra Madre SS.ma della Quercia, preghiamo il Signore, perché ci aiuti, a portare frutto, un frutto che rimane.

Auguri a Tutti di ogni bene!

Il foglietto della messa:

[real3dflipbook id=”5″]

La parabola dei due figli invitati a lavorare nella vigna del Signore è un avviso: la conversione è necessaria per tutti. Davanti a Dio non esistono etichette precostituite, ma anime che avvertono tutte un uguale bisogno della sua grazia.

«CHI DEI DUE HA COMPIUTO LA VOLONTÀ DEL PADRE?»

Commento - Disegno: Stefano Pachì
BENE E MALE, libertà e grazia attraversano la vita umana, mutandone le sorti. Ezechiele accentua la libertà dell’individuo, mettendo nelle sue mani la vita e la morte: «Se il giusto si allontana dalla giustizia…, egli muore», «Se il malvagio si converte dalla sua malvagità…, egli fa vivere se stesso». Il Salmo insiste sulla misericordia del Signore, che non ricorda i peccati della giovinezza (I Lettura e Salmo). Matteo rispecchia il nostro incoerente comportamento in quello dei due figli della parabola. Determinante per entrambi è il compimento della volontà del padre, reso sempre possibile dal “pentimento”, richiesto e sufficiente per modificare ogni situazione incompatibile con il regno di Dio (Vangelo). La volontà del Padre richiama l’obbedienza, da considerare come la dimostrazione concreta dell’esistenza del nostro rapporto di filiazione con Dio. 
La comunione di spirito nella comunità si raggiunge nella misura in cui ciascuno dei suoi membri saprà riprodurre nella propria vita gli stessi sentimenti di Cristo Gesù, il quale si è fatto obbediente fino alla morte e a una morte di croce (II Lettura). 

Tarcisio Stramare

 

La “Chiesa in uscita” ci aiuta a entrare, con nuovo vigore, nella profondità spirituale della stessa missione, sottolineando il suo carattere personale.

 

Preghiera dei fedeli

C – Fratelli e sorelle, per camminare davvero al seguito di Cristo occorre sforzarsi di mettere in pratica la parola di Dio. Chiediamo al Signore questa forza e la luce necessaria. 

Preghiamo con fede dicendo insieme: Ascoltaci, o Signore. 

1. Perché tutti nella Chiesa, pastori e fedeli, facciano dell’umiltà una regola primaria di vita, preghiamo: 

2. Perché quanti nella società hanno autorità la esercitino con coscienza, sempre solleciti del bene comune, preghiamo: 

3. Perché i giovani, che affrontano la vita spesso tra dubbi e delusionni, siano accompagnatia dalla premurosa assistenza di Maria santissima, la Madre del Signore, preghiamo: 

4. Perché la Parola di Dio, ascoltata soprattutto durante la Messa, sia accolta nella fedeltà a Cristo e all’uomo, preghiamo: 

5. Perché le nostre comunità parrocchiali imparino ad essere, come Cristo, al servizio dei fratelli e delle sorelle in difficoltà, preghiamo: 

Intenzioni della comunità locale. 

C – Signore Gesù, tu ci fai capire che la fede a parole non basta. Ci vogliono le opere. Accresci in noi la sete di giustizia, di generosità e di rinuncia perché la nostra vita sia coerente con la fede che professiamo. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. 

A – Amen.

Liturgia del giorno

2 L Ss. Angeli custodi. Memoria (bianco). Darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutte le tue vie. Gesù afferma che ognuno di noi ha vicino un angelo che fissa il volto del Padre. L’amore di Dio ci pone accanto un amico che ci accompagni nel cammino. B. Antonio Chevrier; S. Eleuterio. Es 23,20-23a; Sal 90,1-6.10-11; Mt 18,1-5.10. 

3 M Il Signore è con noi. Gesù è deciso nel donarsi: letteralmente «indurisce il suo volto» per il grande viaggio verso Gerusalemme, il luogo della sua passione, morte e risurrezione. S. Gerardo di Brogne; S. Candida; S. Dionigi l’Areopagita. Zc 8,20-23; Sal 86,1-7; Lc 9,51-56. 

4 M S. Francesco d’Assisi patrono d’Italia. Festa (bianco). Tu sei, Signore, mia parte di eredità. San Francesco fu davvero un piccolo della terra: unito al Signore, che si fece povero per noi, fu ricolmato delle benedizioni riservate agli umili di cui parla il Vangelo. S. Petronio; S. Aurea. Gal 6,14-18; Sal 15,1-3.7-8.11; Mt 11,25-30. 

5 G I precetti del Signore sono retti, fanno gioire il cuore. Il Signore manda i discepoli davanti a sé perché lo annuncino e preparino la sua venuta. Non li manda da soli, ma a due a due perché la comunione sia il primo annuncio del Messia. S. Faustina Kowalska; B. Bartolo Longo; B. Alberto Marvelli. Ne 8,1-4a.5-6.7b-12; Sal 18,8-11; Lc 10,1-12. 

6 V Salvaci, Signore, per la gloria del tuo nome. Il lamento di Gesù sulle città che non hanno ascoltato il suo annuncio, lo rende simile ai profeti che annunciano il giorno del giudizio di Dio. S. Bruno (m.f.); S. Fede; S. Magno. Bar 1,15-22; Sal 78,1-5.8-9; Lc 10,13-16. 

7 S B.V. Maria del Rosario. Memoria (bianco). Il Signore ascolta i miseri. Gesù smorza l’entusiasmo dei suoi che vedono il successo della loro predicazione: l’unica gioia dei cristiani è essere iscritti nell’anagrafe di Dio. S. Giustina; S. Augusto. Bar 4,5-12.27-29; Sal 68,33-37; Lc 10,17-24. «O Padre clementissimo, che hai scelto Maria, consenziente alla tua parola, come socia delle redenzione, fa’ che per le sue preghiere la tua Chiesa raccolga con abbondanza i frutti della salvezza» (Dal Benedizionale, n. 1740). 

[8 D XXVII Domenica del T.O./ A (S. Pelagia; S. Felice di Como) Is 5,1-7; Sal 79,9.12-16.19-20; Fil 4,6-9; Mt 21,33-43]. 

Elide Siviero

CATTOLICI E PROTESTANTI A CONFRONTO In cammino verso la Riconciliazione

Martin Lutero (1483 – 1546), il padre della Riforma«MENTRE il passato non può essere cambiato, la memoria e il modo di fare memoria possono essere trasformati. Ci impegniamo a crescere ulteriormente nella comunione radicata nel battesimo, cercando di rimuovere i rimanenti ostacoli che ci impediscono di raggiungere la piena unità». 
Così recita la Dichiarazione congiunta che papa Francesco e il vescovo Munib Younan, presidente della Federazione luterana mondiale (Flm) hanno firmato il 31 ottobre, a Lund, in occasione della preghiera ecumenica in cui luterani e cattolici hanno commemorato insieme la Riforma di Martin Lutero e i 50 anni del dialogo ecumenico avviato tra Cattolici e Luterani con il Concilio Vaticano II. 
Un evento che ha aperto il Giubileo delle Chiese protestanti: a mezzo millennio dall’affissione sul portone della chiesa di Wittenberg delle 95 tesi di Lutero contro le indulgenze, le due Chiese esprimono gratitudine per i “doni spirituali e teologici” della Riforma protestante e mettono al centro della loro testimonianza la riconciliazione, il superamento delle fratture storiche, il riconoscimento degli errori, l’accoglienza dello straniero. 
Un appello viene lanciato «a tutte le parrocchie e comunità luterane e cattoliche, perché siano coraggiose e creative, gioiose e piene di speranza nel loro impegno a continuare la grande avventura che ci aspetta». Da notare che mentre si sottoscriveva la dichiarazione teologica, Caritas internationalis e il World service della Flm firmavano un accordo di collaborazione per la costruzione della pace, per i poveri, i profughi, i migranti e lo sviluppo sostenibile. Perché ecumenismo teologico ed ecumenismo pratico non possono andare disgiunti. 

Vittoria Prisciandaro