III DOMENICA DI QUARESIMA – 4 Marzo 2018

III DOMENICA DI QUARESIMA – 4 Marzo 2018

L’osservanza dei comandamenti non è un tributo da pagare a un Dio, ma l’obbedienza filiale e riconoscente al Padre che ci guida nei sentieri della libertà. Anche i comandamenti verso il prossimo vanno intesi nella stessa prospettiva. La libertà che abbiamo ricevuto esprimiamola con l’amore ai fratelli.

«QUALE SEGNO CI MOSTRI PER FARE QUESTE COSE?»

OGGI la liturgia ci offre una delle scene più forti del Vangelo: Gesù e i venditori del tempio. La reazione di Gesù non è la collera che difende il proprio orgoglio né l’ira di qualche fanatico, ma la passione con cui il Figlio difende il Padre. Viene da pensare al giovane Gesù che parlava al suo “Abbà” dicendo: «La testimonianza del Signore è stabile, rende saggio il semplice » (Salmo). E venne il giorno di dare la sua testimonianza di Figlio e Signore: «Non fate della casa del Padre mio un mercato! » (Vangelo). E venne il tempo in cui gli uomini preferirono mettere a tacere quella voce, ma non sapevano che Egli non era semplice “voce”, ma il Verbo del Padre. La testimonianza di Gesù, che sgorgava dal suo cuore di Figlio, si fece sempre più intensa. Il desiderio che l’uomo mantenesse la libertà offerta dal Padre (I Lettura) e il mandato di rivelare il volto misericordioso di Dio condusse Gesù alla croce. Gesù fu ucciso dagli uomini, ma l’Amore del Padre lo ridestò dagli abissi della morte. 
La croce è innalzata a testimonianza dell’amore divino e la Chiesa proclamerà in eterno che Cristo è il Signore, sapienza e potenza di Dio (II Lettura).

Fr. Gianfranco TinelloOFMCap

GESÙ, «MESSIA» E «CRISTO»

«Da Maria è nato Gesù, chiamato Cristo» (Mt 1,16). Bassorilievo che riproduce “Madonna con il Bambino Gesù, San Giovanni Battista e San Giovanni Apostolo”, del pittore comasco Giovanni Lorenzo Sormani (1507). Sacrestia del Duomo di Alba (Cuneo). Foto Marcato.
«MESSIA» e «Cristo» sono due nomi riferiti a Gesù che esprimono un unico significato: l”Unto” del Signore. Il termine “Cristo” è la traduzione in lingua greca (Christòs) della parola ebraica mashiàch (“unto”, “consacrato”), che ricorre spesso nella Bibbia e che viene abitualmente tradotta con “Messia”. 
All’origine di questo termine si trova il gesto dell’unzione compiuto dal sacerdote o dal profeta sulla persona scelta da Dio per una particolare missione. 
Nella Bibbia il Messia designava in un primo tempo i re del popolo di Israele, che avevano nel re Davide il loro modello. In seguito nel termine Messia si concentrarono le molte attese di salvezza e di liberazione che animavano il popolo biblico, oppresso sotto la dominazione dei popoli invasori. Forte era diventata l’attesa di un “Messia” condottiero e vittorioso, che riportasse Israele alla sua originaria identità di popolo libero e scelto da Dio tra tutti. 
Mentre i contemporanei vedevano in Gesù il Messia alla luce di queste attese nazionalistiche, Gesù intendeva la sua messianicità come obbedienza filiale alla volontà del Padre fino al dono di sé sulla croce e come umile servizio ai fratelli. 
Anche il cristiano, che nel Battesimo ha ricevuto l’unzione, ispira la propria esistenza all’obbedienza del Messia Gesù e al servizio ai fratelli, che si rende visibile nella sua nuova identità di “sacerdote”, “re” e “profeta.” 

Don Primo Gironi, biblista, ssp.

Preghiera dei fedeli

C – Fratelli e sorelle, il Signore Gesù è il vero tempio, il suo cuore misericordioso è il luogo nel quale noi possiamo porre con fiducia le nostre preghiere. 

Preghiamo insieme e diciamo: Ascoltaci, o Signore.

1. Per il Papa, i Vescovi, i presbiteri e i diaconi, perché, animati dallo zelo per causa del Vangelo, guidino il popolo loro affidato con la dolcezza e la fermezza del Buon Pastore. Preghiamo:

2. Per i governanti, affinché l’economia che sono chiamati a gestire non soffochi la voce dei più poveri, ma offra loro possibilità di riscatto e dignità. Preghiamo:

3. Per le vittime delle dipendenze, dall’àlcol, dalla droga e dal gioco de l’azzardo, perché sentano il Signore come il liberatore, come colui che rovescia i banchi dei mercanti, di chi vuole invadere il cuore e la mente dell’uomo. Preghiamo:

4. Per noi qui riuniti attorno alla mensa eucaristica, perché possiamo vivere i comandamenti che il Signore ci dà come una siepe che ci protegge e ci conduce per la retta via. Preghiamo:

Intenzioni della comunità locale

C – O Padre, ascolta le preghiere che i tuoi fedeli ti innalzano con speranza, e come un giorno liberasti l’antico popolo dalla schiavitù d’Egitto, così oggi donaci la libertà dei figli di Dio. Per Cristo nostro Signore.

A – Amen.

III SETTIMANA DI QUARESIMA

05 L L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente. Non esiste un diritto sulla misericordia di Dio. Nessuno può vantarlo. Il Signore non fa distinzioni di razze, culture, lingue. Anche quelli che agli occhi della gente sono i più lontani e meno accetti dalla società sono destinatari della misericordia e della grazia divine. S. Teofilo; S. Adriano di Cesarea; S. Virgilio. 2Re 5,1-15a; Sal 41,2-3 e 42,3-4; Lc 4,24-30.

06 M Ricòrdati, Signore, della tua misericordia. Il modello da imitare è sempre e comunque Cristo. Non lasciamoci sedurre dai surrogati. Il Signore ci chiama a perdonare sempre, come fa lui nei nostri confronti. Se lo facciamo a seconda dei casi significa che ancora siamo lontani dal seguire l’esempio di Gesù. S. Vittorino; S. Coletta Boylet; S. Marciano. Dn 3,25.34-43; Sal 24,4-9; Mt 18,21-35.

07 M Celebra il Signore, Gerusalemme. Cristo ci chiede di fare un salto di qualità nella nostra vita. Occorre non limitarsi a perdonare solo chi fa altrettanto con noi, ma rompere il circolo vizioso della retribuzione e dell’interesse. Per essere veramente liberi, infatti, bisogna abbandonare sicurezze e pregiudizi. Ss. Perpetua e Felicita; S. Gaudioso. Dt 4,1.5-9; Sal 147,12-13.15-16.19-20; Mt 5,17-19.

08 G Ascoltate oggi la voce del Signore: non indurite il vostro cuore. Chi non raccoglie con me disperde, dice Gesù. Quante volte preferiamo fare da soli e non accogliere l’ispirazione divina. Quante volte ci sentiamo talmente forti da poter fare a meno di Dio. A cosa serve Dio? È il grido di chi crede solo nelle sue potenzialità. Ma i cristiani sanno rispondere a questa domanda? S. Giovanni di Dio; S. Ponzio; S. Provino. Ger 7,23-28; Sal 94,1-2.6-9; Lc 11,14-23.

09 V Io sono il Signore, tuo Dio: ascolta la mia voce. L’amore è il comandamento che abbraccia e supera tutti gli altri. Basta amare Dio e il prossimo per osservare tutta la Legge divina. Il resto è una diretta conseguenza di questo esercizio dell’amore nel quotidiano vivere. S. Francesca Romana; S. Caterina da Bologna. Os 14,2-10; Sal 80,6-11.14.17; Mc 12,28b-34.

10 S Voglio l’amore e non il sacrificio. C’è sempre il rischio di sentirsi a posto. Purtroppo, quando la coscienza è tranquilla spesso significa che è addormentata, come anestetizzata e insensibile agli altri. Non riusciamo più a vedere i nostri difetti, ma al contrario, siamo molto suscettibili nei riguardi di quelli degli altri. Ss. Caio e Alessandro; S. Vittore; S. Simplicio. Os 6,1-6; Sal 50,1-2.18-21; Lc 18,9-14.

[11 D IV Domenica di Quaresima / B (San Sofronio) 2Cr 36,14-16.19-23; Sal 136,1-6; Ef 2,4-10; Gv 3,14-21].

Nicola Gori

Salmo responsoriale e accompagnamento

Salmo

PROPOSTA PER I CANTI: da Repertorio nazionale, Canti per la Liturgia, ElleDiCi/Cei, Ed. 2009, 5 Ristampa. 

Inizio: Dono di grazia (493); Il tempio tuo adorabile (662). 
Salmo responsorialeRitornello: da Il canto del Salmo responsoriale (ElleDiCi 2011); Ha sete di te, Signore, l’anima mia (416). 
Processione offertoriale: Grazie ti voglio rendere (656). 
Comunione: Come unico pane (628); E venne il giorno (646). 
Congedo: Madre del Salvatore ( 584).

ACCOMPAGNAMENTO
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Accompagnamento